Rapporto su la contrattazione collettiva aziendale

Madia D’Onghia

Rapporto su la contrattazione collettiva aziendale. Diffusione e contenuti

Abstract

All’interno del tema più generale della “Produttività, contrattazione, salari, distribuzione del reddito”, si è proceduto alla ricostruzione dei modelli contrattuali con una particolare attenzione al secondo livello di contrattazione, soprattutto per verificarne il suo grado di diffusione, per poi giungere al recente dibattito in tema di riforma della struttura della contrattazione collettiva.

E’ stata così esaminata l’articolazione dei modelli di contrattazione collettiva che, nel tempo, ha subito rilevanti variazioni.

Si è dunque partiti dall’esame degli accordi interconfederali, per poi passare alla contrattazione di categoria e alla c.d. contrattazione articolata, dove, oltre al contratto nazionale di categoria, si prevedono il contratto di settore e il contratto aziendale.

È con il Protocollo sulla politica dei redditi e dell’occupazione del 23 luglio 1993 che viene definito il modello contrattuale attualmente adottato dalle parti sociali. In particolare, il Protocollo individua nella politica dei redditi lo strumento indispensabile per contenere l’inflazione e i redditi nominali, per difendere il potere d’acquisto delle retribuzioni.

Ci si è poi soffermati sul dibattito riguardante la necessità di una verifica del sistema contrattuale italiano, a partire dal 1997 quando la Commissione, presieduta da Gino Giugni, fu incaricata di valutare i risultati prodotto dal modello di politica dei redditi e degli assetti contrattuali previsti dall’accordo e di proporre eventuali modifiche.

A questa, sono seguite le discussioni avviate in occasione della pubblicazione del Libro Bianco sul mercato del lavoro in Italia (presentato nell’ottobre 2001 dal Ministero del Lavoro) e, con la sottoscrizione, nel 2004, del Memorandum per la crescita e lo sviluppo, siglato da Confindustria e Cgil, Cisl e Uil.

Tale dibattito riprende vita con la sottoscrizione tra il Governo e le parti sociali del protocollo sul Welfare, avvenuta il 23 luglio del 2007, arricchito dall’intesa raggiunta nel mese di maggio del 2008 tra Cgil, Cisl e Uil. Con tale documento, che costituisce la proposta unitaria delle organizzazioni sindacali e quindi assume una grande rilevanza, il sindacato si pone l’obiettivo di realizzare un accordo unico che definisca un modello contrattuale per tutti i settori pubblici e privati, consenta la tutela e il miglioramento del reddito dei lavoratori.

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